Buch lesen: "Trasfigurazione"

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Sibilla Aleramo

Trasfigurazione

Novella


Pubblicato da Good Press, 2021

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EAN 4064066087869

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NOTA DELL'AUTRICE.

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Questa novella — l'unica ch'io abbia scritta — comparve nel 1914 in un fascicolo della Grande Illustrazione ora introvabile. Esce in questi giorni in Francia, in fondo al volume che contiene la traduzione del “Passaggio”[1] compiuta in modo mirabile da Pierre-Paul Plan, nobilissimo amico mio e dell'Italia. C'è fra i miei lettori fedeli qualcuno che non ha letto Trasfigurazione, e che scherzando m'ha chiesto se essa dovrà subire la sorte di quella tale opera di Diderot che venne ritradotta dal tedesco perchè l'originale francese era andato perduto. A rassicurarlo ecco questa edizioncina.

S. A.

1. Le Passage nella Collezione dei “Prosateurs Étrangers Modernes”, editori F. Riéder & C., Parigi, 1922.

TRASFIGURAZIONE (LETTERA NON SPEDITA).

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Sono io, sì. Voglio che parliamo un poco; bisogna che io parli, e che tu mi ascolti. Ti do del tu, sì. Da tante settimane non fai mentalmente lo stesso anche tu?

Da lontano tu hai pianto, a causa mia. Io ho saputo tutto. Proviamo ad aver coraggio, proviamo a parlare. Di', vuoi? Ti ricordi della mia faccia, dei miei occhi? Una volta mi dicesti che guardandomi ti sentivi diventare tanto serena. Adesso tremi, e io sono in volto bianca, come tu non mi hai mai veduta. Ma senti che sono forte, e che voglio anche tu lo sia? Bisogna che io ti scriva, e tu mi leggerai, piano. Piano, perchè soffrirai, com'io soffro. Ma io non ho paura, e perchè devi averla tu? Io so quello che faccio, ho esitato molto, ma adesso sono sicura nel mio cuore. E i miei occhi non sono cambiati dacchè non ci siamo più viste. Ascoltami. Prendi questi fogli e vai a leggerli nella tua stanza, o fuori, nei prati, ma che le bambine non vengano intanto a cercarti, nè altri. Dobbiamo essere sole. Sole: e l'anima tua vuol essere brava quanto l'anima mia, e la mia crede che la tua le sia uguale, e ti parla, da sorella a sorella.

È già un mese che tu hai pianto a causa mia. Io l'ho saputo parecchi giorni dopo. Tuo marito non mi ha scritto subito, e poi la sua lettera ha messo una settimana ad arrivare fin quassù. Egli mi ha detto anche che tu andavi già calmandoti, ch'era riuscito a rassicurarti. Dopo non mi ha più scritto altro di te: ma soltanto, una volta ancora, di sè, del dolore suo e del mio, ch'io anche gli ho detto.

Perchè noi, io e lui, soffriamo, ed è ciò prima di tutto che bisogna tu sappia, e bisogna che lo sappia da me, perchè egli non te lo può dire. A me, sì, può dire il suo dolore. Con te non osa. Non può sopportare che tu pianga, gli fa troppo male. E soffre in silenzio e ti inganna, pur che tu non pianga.

Non tremare, guardami ancora negli occhi, sta' qui ferma. Qui siamo io e te, e il tuo cuore pare ti si spezzi, lo so, ma anche il mio, sentilo, e se tu mi guardi dimentichi il tuo male per il mio, così com'io ho pietà di te più forse che di me.... Soffriamo vicine, ecco, non fuggiamo. Siamo due donne. Io sono maggiore di te, di quasi dieci anni, sono maggiore un poco anche di tuo marito, e tutta la mia vita è stata di patimento, tu lo sai. Sai che ho patito tanto più di te, e che tuttavia sono ancora forte e ho uno sguardo che dà coraggio e insieme dolcezza alle donne più giovani di me. Questo deve bastare per non farti fuggire, adesso. Sono gli uomini che hanno paura delle lagrime, che credono le donne incapaci di sostenere la verità che fa soffrire. E io anche avevo pensato dapprima a te come a una povera bimba con cui si deve tacere, che deve esser risparmiata anche a costo di mentire....

Tuo marito ti vuol bene. Se te lo dico io, ora che ti ho già detto che voglio tu sia capace di saper tutta la verità, puoi credermi. Ti vuol bene, gli sei cara, come son care a te le tue bambine, guarda, che ti posso dir di più? Io ho saputo la misura del suo amore per te la prima volta che vi ho veduti vicini, proprio come non ci si sbaglia quando si vede una madre sorridere al figlio. Ma non abbiam mai molto parlato di te. Mi ha detto che t'amava, sempre allo stesso modo. Anche l'ultimo giorno che siamo stati insieme, io e lui.

E l'ha ripetuto anche a te, quando tu hai tanto pianto per quella lettera mia ch'egli non ha voluto farti leggere, ch'egli ha strappata piuttosto che darti, quella lettera che ti ha confitto in cuore il sospetto che io e lui ci amassimo, o almeno cominciassimo ad amarci, a parlarci da lontano più che da amici. Che cosa poteva dirti per rassicurarti, se non che egli ti ama, e fartelo sentire, con tutto l'impeto della sua pietà e della sua pena? Pietà per te e per noi, pena per il tuo dolore di quel giorno e di quella notte e per il dolore suo e mio di chissà quanto tempo. Ma egli ti parlava solamente di te, di quel che sei stata per lui e potrai essere ancora. E tu lo ascoltavi avida fra il pianto sempre meno violento, fin che gli riposasti sul cuore, nevvero? Oh, egli non m'ha raccontato questo, sta' tranquilla: ma io so. Egli m'ha scritto che hai sofferto e che ha avuto tanta compassione di te....

E m'ha scritto....

Aspetta. Vedi bene che anch'io devo farmi forza, che anche a me l'affanno strozza la gola. Tu non sapevi ch'io amassi tuo marito tanto, vero? E adesso mi guardi con terrore, perchè comprendi, incominci a capire un poco.... Sì, sto male, non so se sto più male di te.... Ma non piango, ecco, e tu, non è forse vero che tu ti senti già un'altra, come se fossero passati degli anni su di te in pochi minuti, e mi dici di continuare, che nonostante il terrore ti senti capace adesso di sapere tutto, e capisci che di dolore non si muore, adesso che mi vedi? E sei gelosa, non del mio amore, ma del mio dolore, in questo momento.... Non vorresti che io soffrissi tanto, per lui, più di quel che hai sofferto tu, lo senti.

Eppure non è per mostrarti il mio spasimo che mi son mossa. E non credere di averlo misurato, sai? Neanch'io potrei dire quanto esso sia grande, come vada giù, giù, nelle radici mie più vive. Ma smetti di guardarmi così, come se volessi prendertelo tu: non posso dartelo, è mio, è nel mio sangue, è nel mio respiro, non posso fartene dono, di questo, non posso sacrificartelo.

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Altersbeschränkung:
0+
Veröffentlichungsdatum auf Litres:
16 Januar 2025
Umfang:
22 S. 1 Illustration
ISBN:
4064066087869
Verleger:
Rechteinhaber:
Bookwire
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